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18 Gennaio 2005
Invia le tue osservazioni.
10 Gennaio 2005
Osservazioni di Flaviano Mencarelli.
Osservazioni di Mario Fraternale.
25 Dicembre 2004
Auguri da rotondo.
12 Novenbre 2004
La Grotta delle Mandorlete.
4 Novenbre 2004
Le nostre osservazioni al PPAE.
12 Ottobre 2004
Successo per la passeggiata conoscitiva.
2 Ottobre 2004
il Manifesto!
30 Settembre 2004
Un particolare ringraziamento...
21 Settembre 2004
Niente cave sul monte Rotondo.
15 Settembre 2004
La Provincia accorda un incontro con il Comune di Sassoferrato per il 21 Settembre.
26 Agosto 2004
Raccolte 1200 firme!
15 Agosto 2004
Petizione contro l'istituzione del bacino estrattivo
26 luglio 2004
Adozione Programma Provinciale delle attività estrattive
I Documenti
 Delibera della Provincia
 Programma Provinciale (90 Mb)
 Petizione (16 Kb)
 Incotro del 21 Sett. (81 Kb)
Petizione Contro l’Istituzione del Bacino Estrattivo del Monte Rotondo e Zone Circostanti
Il 26 Luglio 2004, il Consiglio Provinciale di Ancona ha deliberato e adottato il Piano delle Attività Estrattive detto Piano Cave per il bacino provinciale anconetano. Di conseguenza, il territorio montano alle spalle del Santuario della Madonna del Cerro e delle frazioni di Rotondo, Doglio e Sementana, è diventato area di possibile escavazione.

Come cittadini, intendiamo informare le varie Amministrazioni dell’insieme delle problematiche che esistono con questo nuovo impianto estrattivo. Il Monte Rotondo tra Monterosso, Rotondo, Doglio e la strada provinciale Pergola-Sassofferrato rappresenta un’unità paesaggistica-ambientale di notevolissima valenza, tra le poche ancora intatte nell’intero ambito regionale. Il territorio risulta praticamente privo di qualsiasi antropizzazione ed è percorso da una unica piccola carrareccia ad uso agro-forestale.

In pratica una delle ultime aree “Wildness italiana“ registrata a livello nazionale come territorio selvaggio di pregio.

Sotto il profilo botanico, si osserva il bellissimo alternarsi di piccoli altopiani con alti cibai costellati di ginepri con valli boscose fitte e rigogliose, rare a livello regionale.

Il versante a Mezzogiorno è caratterizzato da un notevole bosco polifita con Ornelli, Caspini, Aceri, Cerri. Il versante settentrionale è invece caratterizzato da un eccezionale foresta di Lecci, fra le più importanti tra quelle a quota media dell’intero territorio marchigiano.

Sotto il profilo faunistico, tra i Mammiferi c’è l’importante presenza della Lepre, dell’Istrice, del Daino, del Capriolo e del Cinghiale. Tra gli uccelli, si rivela l’eccezionale e recente nidificazione della STARNA. Specie inserita nella red list Nazionale (lista delle razze a rischio d’estinzione) con individui reintrodotti nella preziosa ed importante Zona Addestramento Cani della FidC.

Come specie nidificanti e migranti, si rilevano numerosi rapaci diurni e notturni, oltre alla Beccaccia, il Colombaccio, la Tortra, il Picchio e numerosissime specie d’Uccelli Silvani.

Questo territorio ha dunque una naturale vocazione turistica in linea con il famoso e tanto declamato sviluppo eco-sostenibile. La presenza di sentieri rende questa area un territorio adattissimo al trekking, alla mountain bike, all’equitazione, con una rete pittoresca stradale particolarmente adatta all’amatore di ciclismo. Condizioni che hanno stimolato operatori ad investire in Bed & Breakfeast, Agro-Turismi, Country Hotel e anche ad interessarsi al progetto pilota di Self Catering della Comunità Montana dell’Esino Frassassi. Anche l’importante investimento a sostegno del Parco della Miniera di Cabernardi conforta la valenza turistica dell’area.

Per ultimo, ma non per importanza, la presenza del Santuario del Cerro colloca la zona come polo attrattivo per il Turismo Religioso in Itinerari della Fede, sostenuti anche dalla Regione Marche, con pellegrini alla ricerca di luoghi adatti alla meditazione.

Dal punto di vista litologico, sono interessati dall’attività estrattiva le formazioni della Maiolica, della Scaglia Bianca e della Scaglia Rossa, rinvenibili su ampie aree dell’intero territorio regionale.

Si tratta di formazioni prevalentemente calcaree e calcareo marnose che occupano gran parte dell’area in affioramento, intercalandosi a detriti di falda, anche di un certo spessore ed estensione.

Dal punto di vista tecnico-economico, la litologia più interessante è quella della Maiolica, caratterizzata da calcari biancastri in strati di 15-40 cm di spessore. Questo tipo di materiale è utilizzato in massima parte come pietrischi e stabilizzati nelle varie pezzature, per il confezionamento dei conglomerati cementizi e conglomerati bituminosi per asfalti e manti stradali. Calcari marnosi e marne calcaree sono le litologie prevalenti nelle formazioni delle Scaglie, spesso ricoperte da coltri detritiche di versante e falda. Questi materiali vengono utilizzati, date le medio-base caratteristiche meccaniche, per riempimenti, reinterri, rilevati e inghiaiamenti stradali.

E’ inconfutabile che le attività estrattive hanno sul territorio conseguenze irreversibilmente negative:
  • Le cave deturpano il patrimonio paesaggistico-ambientale e, anche prevedendo un piano programmato di ripristino, non è possibile recuperare, in particolare nel nostro caso, quello che l’uomo ed i suoi mezzi provocherebbero al Monte Rotondo e al territorio interessato;


  • A causa del cambiamento della morfologia dei versanti attaccati dagli scavatori, si rischia di modificare il flusso naturale dei venti con conseguenze imprevedibili a livello microclimatico;


  • L’attività crea abbondanti polveri che la circolazione dei venti rischia di trasportare in aree particolarmente estese e difficilmente localizzabili;


  • I rumori propri all’estrazione e alla lavorazione dei materiali turberebbero la quiete di questi luoghi, danneggiando non solo le persone ma anche tutta la fauna circostante, spingendola ad abbandonare, forse per sempre, l’area;


  • Infine, tutti i paesi coinvolti perderebbero la loro capacità d’attrazione e di aggregazione per quelle famiglie che ogni anno riempiono le case (che spesso hanno provveduto a ristrutturare), alla ricerca di natura, di tranquillità e, soprattutto, delle proprie origini;


Pertanto chiediamo a tutte le Autorità coinvolte di non autorizzare nuovi insediamenti estrattivi sul Monte Rotondo e l’intero territorio direttamente collegato. Fiduciosi che le Autorità coinvolte terranno conto dell’insieme di queste riflessioni nel valutare ogni esecutivo sottoposto,
- 22/11/2017 06:14:29 movimento pro Monte Rotondo comitato@ilmonterotondo.it